Studio Legale - Avv. Romano Ciccone
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De Luca arranca, la sua stagione è al tramonto

In una recente intervista, Vincenzo De Luca ha affermato testualmente: «Chi vuole polemizzare con me, mi deve pagare». Personalmente, ho la presunzione di credere che le cose stanno esattamente all'opposto. Questo perché la polemica gli vale una centralità nel dibattito politico che il sindaco del Partito Democratico, sta progressivamente perdendo. Fermo restando tutto quello che c'è da dire su un' amministrazione comunale che da 4 anni, fatta eccezione per un atto dovuto e peraltro ritardato come la raccolta differenziata, non ha prodotto altro che stagnazione o al massimo progetti restati solo su carta o su fantasiosi plastici, sarebbe per tutti meglio rendersi propositivi per sottrarre la città da una condizione che, soprattutto sotto il profilo dei dati economici, è a dir poco preoccupante. Impelagarsi in uno stillicidio di polemiche sugli organi di informazione, oltre a far perdere lettori ai giornali data la obiettiva stucchevolezza degli argomenti che il sindaco propone all'attenzione del dibattito politico, servirebbe solo a cementare la posizione di presunta leadership politica del primo cittadino di Salerno. Se, uno degli errori che si è sempre addebitato alla sinistra è stato quello di polemizzare in eterno con Berlusconi senza proporre nessuna politica alternativa per il futuro dell'Italia, il centrodestra di Salerno certo non deve compiere lo stesso errore riguardo De Luca. E' sotto gli occhi di tutti un dato incontestabile: Salerno è in un a fase di stallo in cui le difficoltà economiche mordono il corpo sociale della città e consumano ciò che resta del tessuto produttivo. Il ciclo amministrativo inauguratosi all'inizio degli anni 90 con l'esperienza delle giunte progressiste si è esaurito. Al suo inizio anche una parte dell'elettorato di centrodestra ha guardato a tale esperienza con una certa attenzione, individuandovi dei punti di originalità nell'attenzione al territorio che facevano, in qualche modo, dimenticare che il suo leader, Vincenzo De Luca, venisse da una lunga militanza all'interno della sinistra e da una ideologia condannata dalla storia. Nei primi anni, anche una quota significativa di energie positive della società civile aveva provato a rendersi partecipe di un processo positivo di rinnovamento e di rinascita. Dopo poco è stato chiaro a tutti che nessuno spazio di partecipazione era però possibile all'interno di una esperienza politica che si arroccava sempre di più su un progetto di pura gestione del potere fino a diventare oggi, al di là dei proclami su metropolitana, cittadella e altre opere pubbliche di cui da tempo immemorabile si annuncia la prossima inaugurazione, ideologia del potere fine a se stessa. Qualcuno ha notizie del Piano Urbanistico Territoriale, che doveva essere strumento di sviluppo e che è, in sostanza, fermo da 4 anni? E dove è finita la città di 200mila abitanti che si prevedeva? La popolazione di Salerno è in costante decremento, dati Istat alla mano, perché l'economia è ferma e i giovani non trovano lavoro. E anche perché le case costano ancora uno sproposito. A fronte di questa situazione di crisi, che goffamente De Luca cerca adesso di addebitare nientemeno che a Tremonti e a una manovra economica che neanche è ancora partita, è necessario da parte del centrodestra lanciare una piattaforma programmatica per il comune capoluogo, anche perché la crisi di Salerno pesa sulle prospettive di sviluppo di tutta la provincia. Dobbiamo fare il massimo sforzo per mettere in campo risorse, uomini, idee in grado di cambiare, non con la propaganda, ma con i fatti, il volto della città, sottraendola a un destino di declino economico. Bisogna dare alle famiglie la fiducia, ormai persa da molti, che i nostri figli potranno trovare a Salerno una occupazione dignitosa. La fase di costruzione di un programma per Salerno coincide, tra l'altro, con quella della costruzione sul territorio del partito del Popolo della Libertà ed è un' ottima occasione per confrontarsi sui fatti concreti e per coinvolgere nel partito gli uomini migliori della nostra comunità, la parte viva della nostra città. Fare cioè esattamente l'opposto di ciò che ha fatto il Pd, un partito costruito intorno a una ossatura di burocrazia senza agganci con la gente. In questo percorso, si potrebbe a mio avviso arrivare a organizzare una conferenza programmatica, che non sia la solita liturgia politica di cui ci si dimentica il giorno dopo, ma il luogo per lanciare la nostra sfida per la conquista del Comune di Salerno. Basterebbe un elenco di poche proposte, ma forti e capaci di cambiare il destino della città, su cui costruire un patto con gli elettori e prospettare un accordo istituzionale con la filiera degli enti territoriali e con lo stesso governo centrale per far ridiventare Salerno luogo di sviluppo e di investimenti. Insomma una boccata di ossigeno dopo l'isolamento in cui l'amministrazione De Luca ha precipitato la città, avendo il sindaco del Pd ingaggiato lotte e improduttive polemiche praticamente con tutte le istituzioni, comprese quelle che erano guidate da uomini del suo stesso partito. E' in questa funzione che mi metto sin da ora a disposizione del mio partito per contribuire a costruire il progetto della nuova Salerno. Quella dei progressisti e di De Luca è già abbondantemente tramontata.

 

 

Lello Ciccone Assessore Provinciale ai Trasporti e alla Mobilità